mercoledì 17 giugno 2009

Nei vari fora si parla di " Messina dove sono molti di più quelli che la pensano come i secessionisti del movimento "messina non è sicilia"

Fonte http://209.85.229.132/search?q=cache:OHH4k1eZzAkJ:www.skyscrapercity.com/showthread.php%3Ft%3D858014%26page%3D12+%22messina+non+%C3%A8+sicilia%22&cd=10&hl=it&ct=clnk&gl=it

Nei vari fora si ammette che "a Messina dove sono molti di più quelli che la pensano come i secessionisti del movimento "messina non è sicilia".Teniamo a precisare che non siamo un movimento secessionista, ma semplicemente chi dà voce ai cittadini messinesi che non vogliono più essere etichettati come siciliani.Di seguito una discussione tra un autonomista siciliano joedisalem ed un altro utente logan1975 che giustamente fa notare che se i siciliani vogliono essere autonomi da messina, i messinesi non vogliono essere ritenuti siciliani.
Originally Posted by joedisalem View Post
1)Io ti dico ke 4 gatti nn siamo!
il Mis oggi si e' alleato con l'Mpa (quindi se lombardo fa qst scelta...anke se lui e' favorevole al ponte) sotto sotto qualcosa c'e'...
http://video.antennasicilia.it/?m=video&a=TG&id=4230
2)il siciliano nn e' un dialetto,ma una lingua...
il salentino e il reggino (sono dialetti del Siciliano...) vai su wikipedia...

3)ed io nn sono meridionale...ma settentrionale...(nord della Sicilia..)

Antudo fratello...
Guarda, penso che in realtà quelli che la pensano come te sono molto pochi, almeno a Messina dove sono molti di più quelli che la pensano come i secessionisti del movimento "messina non è sicilia", che vorrebbero dividersi dalla Sicilia.
http://messinanonesicilia.blogspot.com/

joedisalem
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Originally Posted by logan1975 View Post
Guarda, penso che in realtà quelli che la pensano come te sono molto pochi, almeno a Messina dove sono molti di più quelli che la pensano come i secessionisti del movimento "messina non è sicilia", che vorrebbero dividersi dalla Sicilia.
http://messinanonesicilia.blogspot.com/
ma dai...quello e' un movimento solo per prendere piu' soldi dalla regione...!!
e poi io sono Milazzese...non Messinese...
e joedisalem risponde, come si legge sopra, di essere milazzese e non Messinese.Anche i milazzesi ammettono di essere siciliani e quindi non messinesi.


Trovate tutto qui






sabato 6 giugno 2009

Caro Raffaele Lombardo, nessun messinese si vergogna quando va fuori sede.A vergognarsi devono essere i siciliani...

Abbiamo ascoltato il presidente di quella entità geografica chiamata Sicilia in una tribuna elettorale per le europee sulla rai dire che "i ragazzi siciliani quando vanno fuori sede si sentono dire mafiosi ".Dato che purtroppo amministrativamente i messinesi sono sotto la regione sicilia, pur non essendo siciliani, teniamo a precisare che i messinesi non si vergognano di niente (a differenza magari di catanesi, palermitani e siciliani vari).Noi non abbiamo partorito la mafia, bensì a Messina è stata importata dai siciliani (specie catanesi).Quindi finchè amministrativamente saremo ancora siciliani (speriamo per poco), egr. dott. lombardo parli per i siciliani, non per i messinesi.I messinesi sono stati vittima dell'importazione in città della mafia, non parte attiva (tranne casi sporadici di piccoli delinquenti in loco).I messinesi non si vergognano di niente.Dei siciliani ha già parlato Lei e non ci mettiamo becco.

sabato 23 maggio 2009

In un libro di Alfio Caruso si parla di siciliani più vicini ai britannici che agli italiani.Noi messinesi non abbiamo nulla a che fare con la GB.


Dal libro "Perchè non possiamo non dirci mafiosi " di Alfio Caruso http://www.alfiocaruso.com/non_possiamo_cap.htm leggiamo che "............Nel tardo autunno del 1943 il Foreign Office britannico inviò precipitosamente a Palermo un magro e legnoso professore di antropologia dell’università di Cambridge. Si chiamava George Robert Gayre, aveva anche scritto libri di qualche successo. [....... ] Gayre affermò che discendendo dai normanni i siciliani erano cugini alla lontana degli inglesi, anzi "le caratteristiche antropologiche dei siciliani sono molto più vicine a quelle degli anglosassoni che non a quelle degli italiani". Ergo - era la conclusione del professore mezzo spione - è giusto che la Sicilia si separi dall’Italia e magari si federi con la Gran Bretagna. Tesi ribadite qualche mese dopo in un libro ("La posizione della Sicilia nel complesso etnologico europeo") tradotto dal professore messinese Gaetano Martino, liberale, massone, futuro ministro degli Esteri e uno dei padri dell’Europa unita. ".
Questo discorso può valere FORSE per i siciliani , non per i messinesi.Noi non abbiamo niente a che fare con i normanni, nel senso che i normanni sono stati soprattutto a Palermo. Ecco l'errore di considerare la Sicilia come un tutt'uno. Noi quindi -avendo avuto i normanni in modo assolutamente trascurabile ,rispetto alle più congrue dominazioni di romani, francesi,greci e spagnoli, non abbiamo sicuramente niente a che fare con gli anglosassoni.

venerdì 1 maggio 2009

Anche Craxi voleva una città metropolitana per Messina ed il distacco dalla Sicilia e dai Siciliani


Giorni fa c'è stata una conferenza stampa a Palazzo San Giorgio alla presenza del sottosegretario agli esteri, Stefania Craxi, e del Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti.Ma cosa ha detto Stefania Craxi? Che suo padre sognava un'altra città chiamata "Mediterrannea" e composta da Reggio e Messina. Ci fa piacere che anche Craxi ammettesse la non sicilianità di Messina , però non accetteremmo mai il cambio di nome della nostra città.Abbiamo sempre ribadito che preferiremmo Messina autonoma dalla Sicilia (non avendone quasi nulla a che fare) ma comunque anche una nuova regione "AREA DELLO STRETTO" tra Messina e Reggio Calabria (senza le province) sarebbe anche positiva.Anche Craxi quindi è con Messina non è Sicilia.


giovedì 16 aprile 2009

Messina (insieme a Reggio) definite cloache.Ma quando dicono che Messina è mafiosa come la Sicilia, nessuno alza la voce?


Leggiamo da Tempostretto.it http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&id_articolo=15530
che :"Fannno discutere le dichiarazioni di un giornalista di Repubblica rilasciate a La7: «Il ponte? Unirebbe due cloache di città». Il presidente del consiglio comunale consulta l’ufficio legale, l’associazione Consumatori chiede 50 milioni di euro. A molti cittadini non va giù il pesante commento espresso da un giornalista di Repubblica, Antonello Caporale, durante l’ultima puntata della trasmissione televisiva “Exit”, condotta da Ilaria D’Amico su La7. Interpellato sul Ponte, il giornalista ha affermato che servirebbe solo ad unire due “cloache” di città, Messina e Reggio Calabria.Affermazioni che hanno indotto il presidente del consiglio comunale di Messina, Pippo Previti, a richiedere all’Ufficio legale di valutare se ci sono gli estremi «per intraprendere ogni e qualsiasi azione legale a difesa della città di Messina e della dignità dei suoi cittadini, a seguito delle gravi e offensive dichiarazioni espresse dal giornalista di Repubblica». Azione che trova il consenso dell’altra sponda dello Stretto, con il presidente del consiglio comunale di Reggio a fianco di Previti."
Io mi chiedo cosa fa il Sindaco ed il Comune quando Messina viene continuamente equiparata alla Sicilia, quando questo ed il precedente secolo ci hanno dimostrato come la mafia a Messina è stata solo importata e che se Messina non fosse stata geograficamente in Sicilia la mafia molto probabilmente non vi avrebbe attecchito.Preferisco essere chiamato cittadino di una città cloaca che cittadino di una città mafiosa.
Quindi sì ad "exit" nel senso di uscire, ma di uscire dalla Sicilia.Subito.

sabato 4 aprile 2009

"TEMPOSTRETTO" si occupa del blog

Dopo il settimanale "Centonove" anche "TEMPOSTRETTO" si occupa di noi
http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&id_articolo=15244 (al link troverete anche i commenti)
Società
02/04/2009
Messina is not Sicily, e Reggio non vuole più essere ‘di Calabria’
Un nuovo sentimento autonomista e indipendentista anima le due città dello Stretto, e si esprime sul web: forum, blog e anche facebook ...
Reggio e Messina sono due realtà metropolitane che condividono lo stesso territorio di riferimento: lo Stretto. Accomunate da usi, costumi, tradizioni, eventi storici e anche da alcune caratteristiche genetiche, le due città dello Stretto oggi sono arrivate a un tal punto di integrazione, urbanizzazione e vicinanza da potersi considerare, nonostante i problemi dei collegamenti negli ultimi due anni, veri e propri quartieri di un’unica, grande, città Metropolitana.Tra i tanti aspetti “positivi” e “propositivi” che accomunano Reggio e Messina, ce n’è uno un pò più particolare, che se vogliamo è “negativo” e “disfattivo”, di una negazione e di un disfattismo che però il territorio sfoga in modo assolutamente giustificabie, o quantomeno comprensibile: la sofferenza reciproca dell’appartenenza alla rispettiva Regione di riferimento.Messina, infatti, subisce la gestione sociale, economica, territoriale e politica della Regione Sicilia, che si fonda sull’asse Palermo-Catania mettendo il più possibile da parte la città e la Provincia di Messina.Al tempo stesso Reggio, in Calabria, subisce in modo forse ancor più grave e devastante i soprusi di Catanzaro-Cosenza, palpabili nella gestione delle risorse economiche e amministrative.Storie vecchie, vecchissime e spesso addirittura antiche: ricordiamo la Rivolta di Reggio del ‘70, quando Catanzaro scippò la Città dello Stretto di quel riconoscimento amministrativo che le spettava per diritto naturale, o ancora la forzatura del tracciato “Cosentino” dell’A3 negli anni immediatamente successivi. Una scelta rivelatasi poi un boomerang per tutta la Regione.Nelle pagine della storia si nascondono, tra le righe dei saggi più approfonditi e prestigiosi che analizzano l’evoluzione del mezzogiorno, quelle origini che fanno di Reggio e Messina una comunità a sè stante, la Comunità dello Stretto, ben distinta e separata dal resto di Sicilia e Calabria.Basti pensare a quando Messina, mentre Catania aveva soltanto appena iniziato a svilupparsi e crescere, rivaleggiava con Palermo per il ruolo del predominio assouto nella Sicilia e nel Mediterraneo.O a quando più che di “Calabria” si parlava di “Calabrie“, al plurale, proprio per differenziare l’area Cosentino/Catanzarese da quella di Reggio e dintorni.Proprio dalle pagine della storia sembra pulsare, oggi, un nuovo sentimento autonomista e indipendentista, ovviamente nei limiti della Costituzione Italiana.Un sentimento nato dal fatto che Reggio e Messina vogliono iniziare ad amministrarsi e gestirsi da sè.Un sentimento forte, che accomuna ulteriormente le due città e che vede nel web una valvola di sfogo non indifferente.“Messina is not Sicily”, ad esempio, è sbarcato anche su Facebook, con un gruppo che spiega in modo molto dettagliato e approfondito perchè Messina non apparterrebbe alla Sicilia.“Messina non ha nulla a che fare con la Sicilia e con i Siciliani, per dialetto, modi di essere ecc. ecc. Se si vuole avvicinare Messina a un’altra entità geografica affine questa può essere esclusivamente Reggio Calabria”.E nel gruppo viene ripreso il “Viaggio in Italia”, una corposa e approfondita guida di Guido Piovene che recita così: “Andando da Messina verso Palermo sulla costa settentrionale della Sicilia, si assiste al cambiamento non tanto delle qualità del paesaggio quanto dei caratteri umani”.Su Facebook, il gruppo richiama il “Dublin University Magazine” del 1860, un giornale politico e letterario in cui si legge “Messina is not Sicily, though Palermo, in some measure, is”.Messina non è Sicilia, quindi, e allora ecco un paragrafo dedicato alla glottologia: Messina si differenzia di gran lunga dal resto della Sicilia anche nella lingua parlata, nell’accento e nei dialetti.E la geografia? Come la mettiamo? Messina è in Sicilia, geograficamente: nessuno può negarlo!“Sì - leggiamo sul gruppo di Facebook ‘Messina is not Sicily’ - ma anche Israele è in Medio Oriente, Piacenza in Emilia Romagna (in realtà è una città lombarda), La Spezia in Liguria (in realtà è una città toscana)”.Il messaggio è forte e chiaro: “Una collocazione geografica non impone un’identità”: “Messina non è Sicilia” prima di essere un gruppo di Facebook è un blog: http://messinanonesicilia.blogspot.com/ nato a fine 2007 quando titolava “Che il 2008 liberi Messina dalla Sicilia”.Adesso la speranza sarà per il 2009.Se vogliamo andare un pò indietro nel tempo, e richiamare il tremendo sisma del dicembre 1908, possiamo riproporre una citazione da un articolo de “Il Mattino” del 2-3 Gennaio 1909: “Oggi è il quarto giorno del disastro e … dalla Sicilia? Oh è una vergogna , una vergogna, una vergogna! Lasciate che lo gridi ai siciliani. Questa isola non ha avuto un palpito o non ancora l’ha manifestato.La Sicilia non ha dato un veliero, non un piroscafo, non un vestito , non un grido…”E intanto ci si diverte a dipingere nuove cartine, a staccare Messina e il Messinese della Sicilia e Reggio e il Reggino dalla Calabria.A proposito di Reggio: a seguito del riconoscimento dello status di ‘Città Metropolitana’, una nuova vampata d’orgoglio e dignità ha investito i cittadini Reggini.Basta fare un rapido giro sul Forum cittadino, http://www.gentereggina.org/ per leggere le seguenti frasi: “Non mi sono mai sentito calabrese, non lo sarò mai, e oggi più che mai sono orgoglioso di essere Reggino”, e ancora c’è chi propone di togliere ‘di Calabria’ dal nome della città, e di chiamarla “‘Reggio’, e basta”. Qualcuno aggiunge che “magari ‘Reggio del Sud’ sarebbe bello, l’importante è che scompare ‘di Calabria’”.E ancora, “Reggio del Mediterraneo” è il nome che sogno per la “mia Città Metropolitana. Non ho nulla di Calabrese e non mi sento Calabrese”.Discorsi, opinioni, idee, sentimenti venuti fuori in modo assolutamente spontaneo, naturale, senza che qualcuno avesse chiesto specifiche sull’argomento, senza che qualcuno avesse provocato: uno stato d’animo sociale, civile che accomuna ulteriormente Reggio e Messina.Messina e Reggio: ogni giorno più vicine con il cuore, e viste le ultime vicende politiche anche con la testa e con la ragione, per sugellare quel processo di conurbazione che davvero le porterebbe a vivere la quotidianità come due veri e propri quartieri di un’unica, grande, città.“Messina non è Sicilia” si augurava che il 2008 liberasse Messina dalla Sicilia. Non appaia una forzatura l’utilizzo del termine “libertà”.In fondo anche Alcide De Gasperi ci invitava ad essere uniti. E lo faceva, dicendo che “se sarete uniti sarete forti. E se sarete forti, sarete liberi”.
Peppe Caridi